La figura del muratore è popolare in tutte le culture, è infatti uno dei mestieri più antichi al mondo: si tratta (normalmente) di un uomo specializzato nella costruzione di opere in muratura nell’ampio settore dell’edilizia.

Dopo la seconda guerra mondiale il fenomeno dell’abbandono delle aree rurali e dell’urbanesimo, trasforma le città in metropoli che inglobano le periferie dando un impulso eccezionale alle costruzioni di edifici. La Lombardia è la regione italiana che cresce di più in quegli anni grazie al fervore di Milano che necessita di molta manovalanza nel settore delle costruzioni. Un’intera generazione si dedica a ricostruire le città, partendo naturalmente da Milano. È proprio così che una folta schiera di ragazzi orobici impara quotidianamente il duro ma redditizio lavoro del muratore. Un quotidiano andirivieni dal capoluogo lombardo, facilitato anche dalla disponibilità di mezzi pubblici e autostrade, caratterizza per decenni la provincia di Bergamo, coinvolgendo non solo gli stessi muratori ma anche amici e parenti di essi.

Nel corso degli anni la perizia e la volontà dei costruttori bergamaschi diventano apprezzate dai milanesi che affidano a questi uomini di fiducia la costruzione o la ristrutturazione della loro abitazione, del loro negozio o della loro azienda.

Il muratore bergamasco: tra realtà e stereotipo

Nel corso degli anni i cliché sul muratore bergamasco si sono moltiplicati: è per molti un infaticabile stacanovista che parte la mattina alle 4 per andare in cantiere a Milano e torna a casa la sera alle 20. È una persona molto forte: trasporta pesi e materiali senza essere mai stanco. È sempre pronto alla battuta e prende in giro i giovani muratori alle prime armi (quelli che comunemente definiamo apprendisti) chiamandoli “bocia”. Parla poco e quando lo fa di frequente usa il dialetto: è molto diretto e non usa giri di parole, ma spesso usa espressioni colorite condite da qualche parolaccia. Pioggia, neve, nebbia, freddo o grande caldo non sono un problema per lui. Ogni tanto canta, fischia, fa battute e racconta barzellette per allietare la giornata di tutti. Ha un grandissimo appetito, spesso accompagnato da una simpatia per il vino e la birra.
In fondo il muratore bergamasco è un finto burbero con il cuore buono, è un infaticabile gigante grezzo che mantiene la parola e di cui ti puoi ciecamente fidare, nessuna brutta sorpresa con chi ha costruito l’Italia: i tempi verranno rispettati e il lavoro sarà effettuato perfettamente.
Piccone e badile per mettere in pila mattoni, tessere trame di travi e costruire muri da Torino a Venezia. Nessuna tecnologia sostituirà mai la voglia di lavorare e il piacere di costruire tipiche del muratore bergamasco.

Enrico Bertolino: il comico che ha reso famoso il muratore bergamasco

Cappello di carta, dialetto incomprensibile e colorito, è così che Enrico Bertolino, noto attore milanese, ha dato il via alla sua carriera da comico. L’attore ha debuttato in tv vent’anni fa alla guida di Seven Show su Italia7, dopo diversi concorsi vinti, raggiunge il teatro di Zelig e da lì inizia la sua ascesa nel mondo dello spettacolo. Il personaggio de il muratore bergamasco colora ogni sua apparizione, e così mentre la popolarità di Enrico Bertolino cresce in tutta la penisola, sempre più persone conoscono e apprezzano la figura del muratore bergamasco in tutta la sua naturale comicità.